Il “Quaderno di Studi” è una raccolta di studi e ricerche edita dall’Associazione Culturale Italia Numismatica. Dal 1994 al 2005 ebbe cadenza bimestrale e furono pubblicati 72 numeri, i cui indici sono consultabili qui. Dal 2006 questa raccolta ebbe cadenza annuale, il cui indice è consultabile qui di seguito.
I contenuti del “Quaderno di Studi” trattano argomenti di numismatica di ogni epoca. Il tema principale è sviluppato raccontando la storia, illustrando la più ampia documentazione possibile. Questo strumento editoriale, pubblicato dall’ACIN sin dalla sua costituzione, ha affiancato le nostre iniziative tese alla diffusione della cultura storico-numismatica.
La veste editoriale ha un formato 17×24, ora a colori, rilegato con cucitura a filo.
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QUADERNO di STUDI
XVIII–XIX 2023-2024
Associazione Culturale Italia Numismatica.
Pagine 192, f.to 17x24cm, illustrazioni a colori.
€ 15,00 (gratuito Soci ACIN, anno 2024)
Dall’Indice:
Antonio Morello (a cura di), In memoria di Mario Rasile nel trentesimo anniversario della scomparsa. [pp. 7-32]
Gabriele Fabbrici e Giovanni Santelli, Il duca Droctulf, Brescello, e il grande tesoro di piccole monete. [pp. 33-62]
Antonio Morello, Le monete di Muhammad ibn ‘Abbad, emiro ribelle a Federico II in Sicilia. [pp. 63-94]
Katia Pontone, Paolo da Ragusa a Napoli: le medaglie per Alfonso d’Aragona. [pp. 95-134]
Antonio Morello, Pio II sul vascello e la mancata spedizione contro i Turchi. [pp. 135-176]
Alessandro Giaccardi, Le piastre celebrative napoletane del 1791 e un maestro delle prove ritrovato. [pp. 177-190]
Era il 1994, quando un gruppo di appassionati, su proposta di Andrea Morello e suo figlio Antonio, si riunirono per dar vita al Circolo Filatelico Numismatico che prese il nome del noto studioso di storia locale Mario Rasile, da poco prematuramente scomparso. Questa raccolta di studi e ricerche intende così ricordare il 30° anniversario della fondazione. Anche in questo numero i contenuti sono di notevole interesse e riguardano studi approfonditi di storia, numismatica e medaglistica. Questa edizione è aperta da un doveroso ricordo dedicato al Prof. Mario Rasile a trent’anni dalla sua scomparsa, curato dal presidente Antonio Morello. Dopo un breve cenno biografico sono state ricordate le opere più significative uscite dalla penna dello Studioso e dedicate soprattutto alla storia della sua amata terra, quel territorio storicamente noto col nome di Terra di Lavoro ovvero gran parte delle attuali province di Frosinone, Latina e Caserta, tra il basso Lazio e l’alta Campania. Indiscusso esperto di storia postale, pubblicò opere che sono diventate riferimenti imprescindibili per gli studi del settore. Egli volle dedicarsi anche alla numismatica concentrando le sue conoscenze sulle monete emesse dal Ducato di Gaeta, nell’uso della moneta in ambito locale in età medievale desunto dai documenti nell’epoca; la passione per la moneta ‘spicciola’ dell’età aragonese, i cavalli, gli valsero la pubblicazione di uno studio specifico. Fu anche rapito dal fascino della produzione dei carlini d’argento della stessa epoca e Regno di cui ebbe l’opportunità di studiarne un gran quantitativo e aggiungere nuove notizie agli studi precedenti, grazie al suo libro dedicato ai ‘Coronati’. Per completare il ricordo che gli è stato tributato, sono stati riproposti due articoli scritti dal Prof. Rasile e pubblicati nella rivista ‘La Numismatica’ (curata dal compianto Gino Manfredini) che riguardano due argomenti molto cari all’autore ovvero: Ancora sugli “enigmi” delle monete gaetane e su un discutibile “follaro” attribuito a Guglielmo I o II (“La Numismatica”, Aprile 1982, pp. 105-107); Ferdinando I d’ Aragona e i «coronati dell’angelo» (“La Numismatica”, Settembre 1983, pp. 205-210). Il primo articolo contenuto in questo Quaderno di Studi è uno studio curato da Gabriele Fabbrici e Giovanni Santelli su un tesoretto di piccoli bronzi, prodotti nel VI sec. d.C., rinvenuto a Brescello nel 2010. Di esso si occupò già E. Arslan ma gli Autori, illustrando gli esemplari meglio conservati, esposti nel Museo Civico “Carlo Verri” di Biassono, e consultando non poche fonti, ne hanno proposto una nuova ‘lettura’ attribuendo queste ‘singolari’ emissioni al periodo in cui il duca ribelle Droctulf infieriva su quelle terre. Segue un contributo di Antonio Morello che è stato ripreso da un articolo che fu pubblicato venti anni fa nelle pagine della rivista Monete Antiche. In quell’occasione l’autore si era soffermato su una moneta prodotta a nome dell’emiro Muhammad ibn ‘Abbad, ribelle a Federico II in Sicilia, che fu rinvenuta nel territorio di Atina (FR) e ora conservata nel locale Museo Civico Archeologico. Nel sistemare le monete lì custodite egli ebbe l’opportunità di catalogare quell’esemplare: fu l’occasione per approfondire l’argomento e per cercare la possibile causa della presenza di essa in un centro del Lazio meridionale ovvero lontano dal luogo emittente, individuato dagli studiosi tra il sito di Monte Jato ed Entella, in Sicilia. A distanza di anni, l’autore ha deciso di riproporre l’articolo rettificando alcune notizie, integrandole e soffermandosi su queste emissioni in modo ancor più approfondito, grazie alla possibilità di consultare, sui relativi cataloghi, numerosi esemplari che in questi anni sono stati posti in vendita da molte case d’asta. Infine, si è aggiunto un altro esemplare del ‘denario’ che fu segnalato per la prima volta da Giuseppe Di Martino nel 2002, questo comparso in una recente vendita pubblica. Proprio la relativa gran quantità di esemplari di kharrube emesse a nome di ibn ‘Abbad, desunta dalla varietà dei conii registrati, inducono a pensare che questa emissione, prodotta in un tempo relativamente breve, fu diffusa e utilizzata nei mercati delle comunità arabe ostili al regime di Federico II. L’iniziativa araba mirò a vivacizzare i mercati interni e ad espellere la moneta federiciana, costituendo, tra l’altro, un mezzo di propaganda molto efficace, mirante ad esaltare l’autorità emittente e in qualche modo sopraffare il nemico cristiano. Katia Pontone ha scritto un interessante contributo dedicato all’artista Paolo da Ragusa che, lavorando a Napoli per Alfonso d’Aragona, produsse alcune medaglie, con lo stile del maestro Pisanello, ritraenti in maniera dettagliata il volto del Re. La sua opera si riconosce anche in altre medaglie non firmate e la storia di questo artista è stata scritta seguendo le opere e i pochi documenti disponibili. Ampio spazio è stato dato al tentativo di chiarire l’origine della piccola medaglia coniata con il volto del Re al diritto e il carro trionfale al rovescio. La tipologia è stata esaminata con il confronto con l’arte e il significato simbolico delle allegorie utilizzate per commemorare il trionfo del Re, celebrato dopo la conquista del Regno di Napoli. Segue un altro contributo di Antonio Morello dedicato ad una particolare emissione di tre nominali (due in oro e uno d’argento) a nome di papa Pio II prodotta in occasione dell’organizzazione della crociata contro i Turchi che dieci anni prima conquistarono Costantinopoli e si apprestavano ad invadere l’Europa. Il grande lavoro preparatorio che cominciò sin da quando Enea Silvio Piccolomini fu eletto pontefice con il nome di Pio II ebbe il suo epilogo con il suo arrivo ad Ancona per comandare di persona la spedizione; qui lo colse la morte proprio mentre cominciarono a giungere nel porto della città marchigiana le componenti della flotta che sarebbe di lì a poco partita per l’Oriente. La sua scomparsa corrispose con l’annullamento dell’impresa. Fu perciò emessa questa serie di monete recante, al diritto di tutti i nominali, l’immagine del papa a poppa di un vascello che regge il vessillo crociato e benedice l’ostia; la legenda sul fianco della nave contiene l’anno VI di emissione (1463-4) a testimoniare inequivocabilmente lo scopo di questa rara produzione monetale. L’attento esame degli esemplari censiti ha consentito una più precisa catalogazione che corregge in qualche piccolo dettaglio quella dei precedenti cataloghi. Questo numero viene chiuso da un interessante studio di Alessandro Giaccardi dedicato alle piastre celebrative napoletane del 1791. Consultando attentamente la cospicua documentazione dell’epoca, l’Autore rende noti i nominativi degli ufficiali di zecca nell’anno in cui furono emesse queste due splendide monete.
QUADERNO di STUDI
XVII– 2022
Associazione Culturale Italia Numismatica.
Pagine 184, f.to 17x24cm, illustrazioni a colori.
€ 15,00 (gratuito Soci ACIN, anno 2022)
Dall’Indice:
Antonio Morello (a cura di), Antologia di scritti varii su Ernest Julius Haeberlin. [pp. 7-100]
Alberto Trivero Rivera, I follis eigrafici da Teofilo a Niceforo II. [pp. 101-126]
Sergio Bellagamba, La “Hogge Money”. [pp. 127-140]
Antonio Di Francesco (a cura di), La guerra tedesca in numismatica (di Vincenzo Morello), in “La Lettura” n. 1 Gennaio 1916. [pp. 141-166]
Gianni Graziosi, Monete, medaglie e figure sotto sopra. [pp. 167-182]
Tra le ‘carte’ di Andrea Morello, conservate nella sua biblioteca, è stato rinvenuto un manoscritto che è stato l’occasione per raccogliere un’ antologia di scritti riguardanti Ernest Julius Haeberlin. Il manoscritto è relativo alla sintesi dei contenuti di un volume che Max von Bahrfeldt aveva dedicato ad Haeberlin qualche anno dopo la scomparsa dello studioso avvenuta nel 1925. Il libro non è presente nella biblioteca di Andrea ma egli deve averlo letto e descritto; ne fotocopiò a colori la fotografia di Haeberlin ivi contenuta e il tutto l’aveva inserito nella sua copia dello splendido volume sugli Aes Grave, opera dello studioso germanico. Haeberlin è stato talvolta criticato dai numismatici per il metodo che egli applicò nelle sue ricerche; inoltre, già dopo la pubblicazione del suo splendido volume, fu attaccato anche per la ‘scomodità’ di consultazione di un’opera che, a detta di qualcuno, poteva essere meglio sintetizzata e stampata con il medesimo risultato e a un costo più accessibile. In effetti il grande formato di stampa e le numerose tavole in folio sciolte, raccolte in un cofanetto di grande formato, hanno creato non pochi problemi per la conservazione nelle biblioteche. Inoltre, l’edizione originale aveva un costo elevato e soltanto la relativamente recente ristampa anastatica riuscì a rendere più accessibile questa magnifica opera. La lingua tedesca aumentò la difficoltà di consultazione. Ma, queste critiche e ingrate osservazioni suonavano un po’ come una sorta di invidia per un’opera di grande spessore scientifico e per certi versi ‘incompresa’ per quell’epoca. Andrea Morello negli anni ’90 del secolo scorso, entrò in contatto con Leonardo Corradi con il quale istaurò un ottimo rapporto di scambi di opinione e collaborazione editoriale. Corradi aveva dedicato gran parte della sua esistenza collezionistica e di studioso all’opera di Haeberlin, traducendola in lingua italiana e cedendo al nostro Presidente la possibilità e la cura di un’edizione in stampa. Qualche divergenza iniziale sui metodi editoriali fu superata e dopo aver cominciato ad elaborare il testo graficamente, Corradi venne a mancare. Nel corso dei lavori iniziali, gli fu promesso il termine dell’impegno assunto ma, il tempo trascorso ha fatto sorgere non poche problematiche legate all’elevato costo della stampa; tuttavia, a seguito della riorganizzazione della nostra Associazione, il 2025, centenario della scomparsa di Haeberlin, sarà l’occasione per l’ edizione in lingua italiana dell’opera Aes Grave… tradotta da Leonardo Corradi. Nell’antologia qui contenuta, sono raccolti quei contributi utili a far conoscere l’opera di Haeberlin e la sua Persona, grazie anche alla pubblicazione, in anteprima, di alcuni stralci della traduzione di Corradi. Il manoscritto di Andrea Morello apre la raccolta che continua con la recensione di Furio Lenzi del volume Aes Grave e di una lettera che Haeberlin gli scrisse per ringraziarlo. Segue una sintesi della sua biografia edita in occasione della presentazione della vendita della sua collezione di monete in oro e argento della Repubblica Romana messa all’incanto dalla ditta Hess nel 1933. Qualche commento relativo a due particolari esemplari di questa raccolta sono parsi doverosi, essendo esemplari di estrema rarità e ancora oggi molto discussi dagli studiosi. Infine, è stato aggiunto un interessante contributo, tradotto in lingua italiana, con il quale Bernhard Weisser, conservatore del Munzkabinett di Berlino, ha narrato la storia dell’acquisizione della cospicua collezione Haeberlin di Aes Grave da parte del Museo germanico nel 1940 e l’ attuale stato della stessa.
Tra i contributi contenuti in questo quaderno di Studi, è presente uno studio di Alberto Trivero Rivera che riguarda i follis ‘epigrafici’ bizantini che egli aveva preparato diverso tempo fa e che ora ha sistemato e aggiornato affinché fosse pubblicato per questa occasione. La capacità espositiva di facile comprensione, tipica dell’Autore, accompagna la precisa catalogazione dei tipi descritti. Le serie analizzate riguardano le emissioni comprese tra il IX e il X secolo che recano al diritto il volto dell’ imperatore e al rovescio la legenda distribuita in quattro righe. L’analisi di un campione cospicuo di esemplari ha permesso di distinguere non pochi sottotipi per ciascuna emissione.
Sergio Bellagamba è un numismatico che ha dedicato gran parte della sua esistenza a viaggiare nel mondo per lavoro, navigando su navi mercantili – con la qualifica di marconista –, toccando numerosi porti. Nel corso della sua vita lavorativa ha coltivato la passione per la numismatica e la filatelia cogliendo l’occasione per acquistare monete e francobolli in ogni luogo che egli ebbe l’opportunità di visitare. Sergio non si limitava al semplice acquisto ma approfondiva ogni aspetto che era dietro ciò che collezionava. Giunto al pensionamento, ha cominciato a diffondere gli studi sul materiale raccolto e ha curato numerose mostre riguardanti monete e francobolli, in relazione alla storia che essi raccontavano, in particolare sulla tematica della navigazione e delle navi. Sono numerosi i suoi contributi scritti che sono stati utilizzati in gran parte per completare l’illustrazione delle schede esposte nel corso delle sue mostre. Tra questi elaborati, ci ha fornito la descrizione e l’approfondimento riguardante una particolare moneta, la “Hogge Money”, utilizzata nel XVII secolo nell’isola di Bermuda. Sergio ne venne in possesso durante uno dei suoi viaggi e ne studiò l’origine e l’uso, riuscendo a narrarne la storia, in relazione alle emissioni filateliche di Bermuda, l’isola britannica d’oltremare.
L’amico Enrico Piras ci ha ricordato che nel periodico La Lettura, pubblicato nel gennaio 1916, è contenuto un articolo ‘numismatico’ opera del celebre letterato calabrese Vincenzo Morello. Questo è stato lo spunto per Antonio Di Francesco per curare un contributo che ruota attorno alla riproduzione anastatica dell’articolo in questione, introducendolo con la storia della rivista che l’ospitò nonché alcune note biografiche riguardanti il suo Autore. Vincenzo Morello fu una delle penne più prolifiche del suo tempo e si interessò delle più svariate materie; qui è contenuto un pensiero sulla Grande Guerra, in quel momento in atto, in relazione a una serie di emissioni di medaglie c.d. ‘satiriche’, utilizzate per commentare l’intervento italiano nel conflitto bellico. La celebre rivista, edita a partire dai primi anni del XX secolo, ebbe grande successo tra la borghesia e sulla quale scrissero le più prestigiose firme della letteratura italiana dell’epoca. La stampa anastatica non rende giustizia alle immagini delle medaglie scelte dall’Autore per illustrare il suo articolo, così Antonio Di Francesco ha sopperito a questa carenza pubblicando, in appendice, i medesimi tipi con le relative immagini a colori e la pertinente descrizione.
Questa raccolta di studi è chiusa da Gianni Graziosi che, con il suo appassionante modo di scrivere, ha fatto conoscere alcune particolari illustrazioni c.d. ‘sotto sopra’, contenute nelle emissioni monetarie dall’antichità ai tempi moderni; quest’arte si è ulteriormente diffusa, a partire dal rinascimento e ancor di più tra il XIX e il XX secolo, tra i medaglisti, artisti e illustratori al fine di creare illusioni ottiche che furono principalmente utilizzate per produrre immagini spesso satiriche a commento di eventi storici di particolare rilievo.